3. Gellio 9.4.1-5

 

Cum e Graecia in Italiam rediremus et Brundisium iremus egressique e naui in terram in portu illo inclito spatiaremur, quem Q. Ennius remotiore paulum, sed admodum scito uocabulo ‘praepetem’ appellauit, fasces librorum uenalium expositos uidimus. 2Atque ego auide statim pergo ad libros. 3Erant autem isti omnes libri Graeci miraculorum fabularumque pleni, res inauditae, incredulae, scriptores ueteres non paruae auctoritatis: Aristeas Proconnesius et Isigonus Nicaeensis et Ctesias et Onesicritus et Polystephanus et Hegesias; 4ipsa autem uolumina ex diutino situ squalebant et habitu aspectuque taetro erant. 5Accessi tamen percontatusque pretium sum et adductus mira atque insperata uilitate libros plurimos aere pauco emo eosque omnis duabus proximis noctibus cursim transeo; atque in legendo carpsi exinde quaedam et notaui mirabilia et scriptoribus fere nostris intemptata eaque his commentariis aspersi, ut, qui eos lectitabit, is ne rudis omnino et ἀνήκοος inter istiusmodi rerum auditiones reperiatur.
Quando ritornammo in Italia dalla Grecia e giungemmo a Brindisi, mentre passeggiavamo, sbarcati a terra, in quell’illustre porto, che Quinto Ennio chiamò praepes (‘favorevole’), con un vocabolo un po’ inusuale ma davvero appropriato, vedemmo esposti dei pacchi di libri da vendere. 2Ed io, con avidità, mi dirigo subito verso i libri. 3Ora, tutti questi erano libri greci, pieni di fatti meravigliosi e favolosi, cose inaudite, incredibili, scrittori antichi di non piccola autorità: Aristea di Proconneso, Isigono di Nicea, Ctesia, Onesicrito, Filostefano ed Egesia; 4i volumi stessi, però, erano sudici per il lungo stato di abbandono ed erano di condizioni e di aspetto assai brutti. 5Tuttavia mi accostai e chiesi il prezzo e, indotto dal costo straordinariamente ed inaspettatamente basso, compro con poco denaro un grandissimo numero di libri e li scorro rapidamente tutti nelle due notti seguenti; e, nel leggere, ho colto di là e annotato delle cose straordinarie e quasi mai oggetto di menzione nei nostri scrittori e ne ho cosparso questi miei Commentari perché colui che li leggerà non venga trovato del tutto inesperto ed ignorante mentre ode parlare di fatti di tal genere

(trad. Cavazza)