1. Plauto, Casina, Prologo (vv. 1-88)

Salvere iubeo spectatores optumos,

fidem qui facitis maxumi, et vos Fides.

si verum dixi, signum clarum date mihi,

ut vos mi esse aequos iam inde a principio sciam.

Pregevoli spettatori, salve a voi,

voi che avete a cuore Fides, e Fides voi!

Se ho detto il vero applauditemi con forza,

affinché fin dall’inizio io sappia di avere il vostro favore.

5qui utuntur vino vetere sapientis

et qui libenter veteres spectant fabulas;

<atque> antiqua opera et verba cum vobis placent,

aequom est placere ante <alias> veteres fabulas:

nam nunc novae quae prodeunt comoediae

5Chi beve vino vecchio, per me è un sapiente,

e così anche quelli che guardano con piacere le vecchie commedie;

e poiché vi piacciono le opere antiche e la loro lingua,

è ovvio che le vecchie commedie vi piacciano più delle altre:

infatti, quelle nuove che vengono messe in scena ora

10multo sunt nequiores quam nummi novi.

nos postquam populi rumore intelleximus

studiose expetere vos Plautinas fabulas,

antiquam eius edimus comoediam,

quam vos probastis qui estis in senioribus;

10valgono assai meno delle monete nuove.

Dalle chiacchiere della gente abbiamo capito

che desiderate ardentemente spettacoli Plautini:

perciò andiamo ora a rappresentarvi una sua commedia.

I più anziani tra voi l’hanno già applaudita;

15nam iuniorum qui sunt non norunt, scio;

verum ut cognoscant dabimus operam sedulo.

haec cum primum acta est, vicit omnis fabulas.

ea tempestate flos poetarum fuit,

qui nunc abierunt hinc in communem locum.

15so bene che i più giovani non ne sanno nulla,

ma faremo di tutto perché la conoscano.

Quando è stata rappresentata per la prima volta vinse su tutte le altre:

in quel tempo visse il fior fiore dei poeti,

quelli che ora se ne sono andati nella comune dimora.

20sed tamen absentes prosunt <pro> praesentibus.

vos omnes opere magno esse oratos volo,

benigne ut operam detis ad nostrum gregem.

eicite ex animo curam atque alienum aes

ne quis formidet flagitatorem suom:

20Chi è defunto, tuttavia, arreca benefici a chi è in vita.

Voglio pregare caldamente tutti voi

di concedere attenzione e benevolenza alla nostra compagnia.

Scacciate dal vostro animo l’ansia per i debiti,

e che nessuno tema il proprio creditore:

25ludi sunt, ludus datus est argentariis;

tranquillum est, Alcedonia sunt circum forum:

ratione utuntur, ludis poscunt neminem,

secundum ludos reddunt autem nemini.

aures vocivae si sunt, animum advortite:

25è tempo di spettacoli, e vi assistono anche i banchieri;

tutto è tranquillo, e c’è bonaccia attorno al Foro:

si mostrano ragionevoli, durante i Ludi non cercano di riscuotere

(ma dopo i Ludi non restituiscono nulla a nessuno!).

Se le vostre orecchie son bene aperte, prestate attenzione:

30comoediai nomen dare vobis volo.

Clerumenoe vocatur haec comoedia

graece, latine Sortientes. Deiphilus

hanc graece scripsit, post id rursum denuo

latine Plautus cum latranti nomine.

30vi voglio rivelare il nome della commedia.

Questa commedia si intitola Clerumenoe [“I sorteggianti”]

in greco, e in latino Sortientes. Fu Difilo

a scriverla in greco, e poi a sua volta

Plauto in latino – quello con il nome che abbaia.

35senex hic maritus habitat; ei est filius,

is una cum patre in illisce habitat aedibus.

est ei quidam servos, qui in morbo cubat,

immo hercle vero in lecto, ne quid mentiar;

is servos – sed abhinc annos factum est sedecim,

35Qui abita un marito; questi ha un figlio,

che vive assieme al padre in quella casa.

Ha anche un servo, che è a letto malato

(a dir la verità, per Ercole, se ne sta semplicemente a letto!);

questo servo – ma questo è successo sedici anni fa,

40quom conspicatust primulo crepusculo

puellam exponi – adit extemplo ad mulierem

quae illam exponebat, orat ut eam det sibi:

exorat, aufert; detulit recta domum,

dat erae suae, orat ut eam curet, educet.

40quando sul far del mattino vide

che una bimba veniva esposta – subito va dalla donna

che la stava esponendo, e le chiede di darla a lui:

la implora, e la ottiene; la porta subito a casa

e la dà alla sua padrona, pregandola di curarla e di educarla.

45era fecit, educavit magna industria,

quasi si esset ex se nata, non multo secus.

postquam ea adolevit ad eam aetatem, ut viris

placere posset, eam puellam hic senex

amat efflictim, et item contra filius.

45La padrona lo fa, e la cresce con gran cura

come se fosse figlia sua, senza differenze.

Quando fu cresciuta fino a quell’età nella quale

può piacere agli uomini, di quella ragazza ill vecchio

si innamora perdutamente, e lo stesso fa anche il figlio.

50nunc sibi uterque contra legiones parat,

paterque filiusque, clam alter alterum:

pater adlegavit vilicum, qui posceret

sibi istanc uxorem: is sperat, si ei sit data,

sibi fore paratas clam uxorem excubias foris;

50Ed ora ambedue armano i propri eserciti,

il padre e il figlio, di nascosto l’uno dall’altro.

Il padre ha inviato il suo fattore a chiederla

in moglie: spera infatti che, se quello la ottiene in moglie,

che avrebbe avuto dove passare notti insonni di nascosto dalla moglie.

55filius is autem armigerum adlegavit suom,

qui sibi eam uxorem poscat: scit, si id impetret,

futurum quod amat intra praesepis suas.

senis uxor sensit virum amori operam dare,

propterea una consentit cum filio.

55Da parte sua il figlio ha mandato il suo scudiero

a chiederla in moglie per sé: sa in fatti che, se l’ottiene,

avrà qualcuno da amare in casa sua.

La moglie del vecchio si accorge che il marito si strugge d’amore,

e di conseguenza è d’accordo con il figlio.

60ille autem postquam filium sensit suom

eandem illam amare et esse impedimento sibi,

hinc adulescentem peregre ablegavit pater;

sciens ei mater dat operam absenti tamen.

is, ne exspectetis, hodie in hac comoedia

60Ma il vecchio, quando s’accorge che suo figlio

spasima per la stessa donna e gli è di ostacolo,

manda il ragazzo all’estero;

la madre però sa tutto, e si dà da fare per lui anche in sua assenza.

Non state ad aspettarlo, durante questa commedia il giovane

65in urbem non redibit: Plautus noluit,

pontem interrupit, qui erat ei in itinere.

sunt hic, inter se quos nunc credo dicere:

‘quaeso hercle, quid istuc est? serviles nuptiae?

servin uxorem ducent aut poscent sibi?

65non tornerà in città: Plauto non l’ha voluto,

e ha fatto crollare un ponte sulla sua strada.

E adesso son certo che ci sarà qualcuno che dirà fra sé e sé:

“Per Ercole, cos’è ‘sta roba? Nozze tra servi?

Forse che i servi prendono moglie, o ne chiedono la mano?

70novom attulerunt, quod fit nusquam gentium.’

at ego aio id fieri in Graecia et Carthagini,

et hic in nostra terra in Apulia;

maioreque opere ibi serviles nuptiae

quam liberales etiam curari solent;

70È una cosa inaudita, non accade da nessuna parte al mondo!”

Invece no, vi dico che accade in Grecia e anche a Cartagine,

ed anche qui da noi in Apulia:

addirittura, lì le nozze tra servi sono organizzate

con impegno anche maggiore di quelle tra liberi.

75id ni fit, mecum pignus si quis volt dato

in urnam mulsi, Poenus dum iudex siet

vel Graecus adeo, vel mea causa Apulus.

quid nunc? nihil agitis? sentio, nemo sitit.

revortar ad illam puellam expositiciam:

75Se non è vero, chi vuole può scommettere con me

un orcio di vino mielato: basta che sia giudice un cartaginese,

o anche un greco, o per riguardo a me un Apulo.

Allora? Che fate? Capisco, nessuno ha sete.

Ma torniamo a quella bimba esposta,

80quam servi summa vi sibi uxorem expetunt,

ea invenietur et pudica et libera,

ingenua Atheniensis, neque quicquam stupri

faciet profecto in hac quidem comoedia.

mox hercle vero, post transactam fabulam,

80che i servi con tanto ardore cercano di avere in moglie:

si scoprirà che è una ragazza onesta e libera,

un’ateniese di buona famiglia; e non commetterà alcun adulterio,

niente affatto – almeno in questa commedia.

Ma per Ercole, dopo che lo spettacolo sarà concluso,

85argentum si quis dederit, ut ego suspicor,

ultro ibit nuptum, non manebit auspices.

tantum est. valete, bene rem gerite et vincite

virtute vera, quod fecistis antidhac.

85credo proprio che se qualcuno le offrirà del denaro

andrà a sposarsi da sé, senza aspettare i testimoni.

Questo è tutto. Statemi bene, abbiate successo, e possiate

trionfare grazie al vostro vero valore, come sempre prima d’ora.

 

(trad. L. G.)